Il Giardino Sospeso: quando l’agricoltura cambia forma

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Acqua, luce, nutrienti e tecnologia. Sono questi gli elementi al centro de Il Giardino Sospeso, il mio progetto fotografico realizzato nell’ambito di AGROSFERA, il progetto collettivo nazionale promosso dalla FIAF, per il quale sono stata selezionata come autrice.

Il progetto nasce dall’incontro con una realtà agricola che ha scelto di sperimentare una strada diversa da quella della coltivazione tradizionale: l’agricoltura idroponica.

Qui la terra non è più il punto di partenza. Le piante crescono sospese, alimentate attraverso acqua e nutrienti, mentre luce, temperatura e condizioni di crescita vengono costantemente monitorate e controllate.

È un paesaggio agricolo apparentemente lontano da quello a cui siamo abituati. Non ci sono soltanto campi, zolle e mani immerse nella terra, ma strutture, tubi, acqua, luci e tecnologia. Eppure, al centro rimane sempre lo stesso gesto: coltivare e produrre cibo.

Un’agricoltura da osservare

Con Il Giardino Sospeso ho cercato di raccontare proprio questa trasformazione.

Non soltanto la tecnologia, ma il rapporto tra uomo, produzione e ambiente. Da una parte la necessità di trovare nuove forme di coltivazione; dall’altra il tentativo di utilizzare in maniera più consapevole risorse sempre più preziose.

L’agricoltura idroponica permette infatti di coltivare senza utilizzare direttamente il terreno e di controllare con precisione l’apporto di acqua e nutrienti. È una delle possibilità attraverso cui l’agricoltura contemporanea sta cercando di confrontarsi con il consumo di suolo, la disponibilità delle risorse e le esigenze di una produzione sempre più controllata.

Il mio sguardo si è concentrato quindi sul dialogo tra naturale e artificiale: le piante, con la loro fragilità e vitalità, convivono con strutture tecnologiche progettate per accompagnarne la crescita.

Il paesaggio oltre il paesaggio

Fotografare questo luogo ha significato anche interrogarsi su cosa intendiamo oggi per paesaggio agricolo.

Un tempo l’idea di campagna era immediatamente associata alla terra. Qui quella relazione cambia. Il terreno lascia spazio all’acqua, le radici non affondano nel suolo e la coltivazione si sviluppa anche in verticale.

Nasce così un giardino sospeso, dove la produzione agricola assume una forma nuova e quasi straniante.

Attraverso le immagini ho cercato di restituire questa sensazione: osservare un luogo reale, ma allo stesso tempo proiettato verso una possibile idea di futuro.

Una storia dentro AGROSFERA

Il Giardino Sospeso si inserisce nel più ampio progetto AGROSFERA, promosso dalla FIAF e dedicato al racconto delle trasformazioni dell’agricoltura contemporanea.

Essere stata selezionata come autrice all’interno di questo progetto collettivo mi ha permesso di confrontarmi con un tema che va oltre la singola realtà fotografata.

L’agricoltura non è soltanto produzione. È territorio, lavoro, cultura, economia e rapporto con le risorse.

Raccontarla oggi significa anche osservare come questi equilibri stiano cambiando.

Fotografare il cambiamento

Il mio lavoro nasce spesso dall’esigenza di andare oltre ciò che appare.

Anche in questo caso non mi interessava soltanto mostrare come funziona una serra idroponica, ma cercare di raccontare la trasformazione che sta dietro a quella scelta.

Dietro l’acqua, la luce e la tecnologia c’è una persona che ha deciso di sperimentare un modo diverso di coltivare.

Ed è proprio questo incontro tra persone, territorio e cambiamento che ho cercato di portare nelle immagini.

Il Giardino Sospeso è quindi il racconto di un’agricoltura che cambia forma, ma anche una riflessione su come cambiano il nostro modo di produrre, di abitare il territorio e di immaginare il futuro.

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ATTREZZATURA UTILIZZATA

CORPO MACCHINA

Canon 1DX Mark II

CORPO MACCHINA AUSILIARIO

Canon 1DX Mark II

LENTE PRINCIPALE

Canon EF 70-200mm f/2.8L IS II

1° LENTE AUSILIARIA

Canon EF 24-70mm f/2.8L II

2° LENTE AUSILIARIA

Buses Stoped

ATTREZZATURA EXTRA

Flash Godox V1

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